Corso di avvicinamento all’arte bonsai 2017

Anche quest’anno si è concluso il corso per neofiti, il corso era strutturato in tre sabati, di cui due teorici e uno pratico.

Come per gli altri corsi passati si è cercato di dare una formazioni tale da poter intraprendere questa passione con i giusti presupposti poiché questo è il primo passo di un lungo cammino e quindi molto importante.
Come per gli altri anni i partecipanti sono stati otto e il socio esperto nonché vice-presidente dell’associazione Flavio Fasanelli è stato l’Istruttore, che ha seguito gli allevi tutti i tre sabati, coadiuvato dal Presidente Luca Larentis, da un altro socio esperto Maurizio Mosna e dal sottoscritto Andrea Zamboni.

Come dicevo i partecipanti al corso sono stati otto e tutti e otto hanno concluso il corso con grande interesse ed entusiasmo, questo ci ha onorato moltissimo.
Quindi un grazie di cuore va a tutti loro nonché un altrettanto grazie va a Flavio per la disponibilità e bravura dimostrata.

 

 

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CRONISTORIA DI UN “PINO MUGO”

di Fasanelli Flavio


Voglio condividere con voi la mia esperienza sulla coltivazione e mantenimento di questo mio Bonsai, raccolto in natura, di Pino Mugo.
La prima foto mostra l’albero nel 2008 dopo un anno dalla raccolta e da come si evince dalla immagine è stato posizionato in un ampio contenitore che come substrato contiene pomice e sabbia di porfido, questa tipologia di substrato l’ho ritenuta idonea perché possiede poca ritenzione idrica,favorendo l’areazione e lo sviluppo radicale.

Nelle due foto seguenti l’albero viene mostrato prima e dopo la sua prima impostazione nell’inverno 2008 utilizzando del filo di rame. Prima di questa impostazione, e anche poi, sono stati eliminati quei rami che, ad attecchimento avvenuto, non sarebbero più stati utili al progetto.

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SHITAKUSA, KUSAMONO E KOKEDAMA (2017)

Venerdì scorso 26 maggio 2017 presso la nostra sede, la serata è stata caratterizzata da una relazione teorica nonché seguita da un laboratorio pratico su un vasto argomento “Le erbe“.

La persona che ha fatto scoprire, in questa occasione, ad alcuni di noi il mondo delle erbe è Rigotti Diego, socio nonché ex-Presidente dell’associazione, Diego possiede un ampia conoscenza sulle varie tipologie di “erbe” che si trovano in natura in Italia, nonché sulle composizioni oggetto della serata.

Diego comincia la serata facendo la prima premessa d’obbligo e cioè cosa sono le Shitakusa, i Kusamono e le Kokedama, le loro differenze e usi negli allestimenti.

SHITAKUSA    –  (pronuncia “Staksa”)
Shita 下 = sotto   –  Kusa 石 = erba  /  letteralmente “erba che sta sotto”.
Dalla definizione è facile intuire che si tratta di tutte quelle piccole composizioni ad una o più essenze che servono solo come abbinamento, in un allestimento, ad un soggetto principale che è il Bonsai o Suiseki e che quindi la loro dimensione dovrà essere direttamente proporzionale alla dimensione del Bonsai/Suiseki. La loro altezza deve essere inferiore al bordo del tavolino del soggetto principale ma è consentito che lo stelo con una piccola infiorescenza possa superare tale limite.
Per comporre le Shitakusa si possono usare una o più essenze, considerata la dimensione dei vasi è difficile trovare composizioni con più di due essenze. I supporti utilizzati possono essere vasetti in grès, piccole rocce, o anche elementi naturali (altro…)

BREVE STORIA DEL BONSAI di Larentis Luca


Il bonsai, così come lo conosciamo in occidente, ha una storia molto recente e viene coltivato ed impostato secondo i canoni della cultura giapponese, che l’ha reso un’opera d’arte. In realtà però, è in Cina che tutto ebbe inizio e molti secoli fa.

Non ci sono fonti certe di quando e in che modo iniziò la coltivazione in vaso di piccoli alberi. Ci sono racconti o “leggende” tramandate da generazione in generazione che fanno risalire a tempi remoti la coltivazione di piccole piante in vaso a scopo medicinale. In Cina la medicina naturale delle erbe mediche era molto sviluppata e queste piante continuamente potate e pizzicate assunsero una forma così gradevole, da invogliarne la coltivazione per scopi ornamentali. Un’altra versione è che dei piccoli alberi da frutto iniziarono ad essere coltivati in vaso per motivi logistici da popolazioni nomadi cinesi, che nei loro continui spostamenti avevano la necessità di portarsi appresso della frutta fresca. Un’ulteriore versione vuole che un noto poeta cinese, in un determinato periodo della sua vita, iniziò a coltivare crisantemi in vaso e da lì si diffuse la passione per la coltivazione di fiori in vaso e successivamente piccoli alberi in vaso.
Così nacque il pun-sai, antenato del pen-jing prima e del bonsai poi.
La testimonianza documentata più antica del bonsai la troviamo in Cina, in un una tomba del principe Zhang Huai, morto nel 705 d.C. Nel dipinto ritrovato (vedi immagine), ci sono due persone che tengono in mano un pen-jing (un paesaggio di rocce e piante) e una pianta da frutto in un vaso.
Il Giappone è stato notevolmente influenzato dal Buddismo e dalla cultura cinese ed anche il bonsai come molte altre forme d’arte è arrivato in Giappone dalla Cina (XIII secolo). In questo Paese, i bonsai sono stati codificati, stilizzati e perfezionati non solo nella forma in sé dell’albero, ma in tutto ciò che li circonda e li riguarda come i vasi, gli accessori e l’esposizione.
La prima apparizione documentata del bonsai in occidente risale alla III° esposi- zione universale di Parigi del 1878, dove dei commercianti giapponesi misero in mostra molti di questi capolavori. Successivamente i bonsai furono presentati anche in altre esposizioni europee.